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Il viaggio artistico
da Roma alla Brianza
L’Ultimo Tiziano

Un ciclo annuale di mostre gratuite che valorizza il patrimonio artistico italiano nelle province di Lecco e Monza Brianza, coinvolgendo le comunità locali.
Il 2025 ha visto protagonista la Venere che benda Amore di Tiziano esposto a Villa Cusani Confalonieri.


Sei un’amministrazione locale delle province di Lecco o Monza e Brianza?
La Fondazione Costruiamo il Futuro ETS cerca il Comune ospitante della quarta edizione de “La Grande Arte in Brianza”, ciclo di mostre gratuite dedicato al patrimonio artistico italiano, in programma tra ottobre e dicembre 2026.
Le amministrazioni comunali interessate dovranno candidarsi entro il 15 aprile 2026 alle ore 15:00 tramite PEC all’indirizzo fondazionecostruiamoilfuturo@legalmail.it

Clicca qui per visionare il bando

I promotori

SCOPRI TUTTI I PARTNER


La Fondazione Costruiamo il Futuro opera da vent’anni sul territorio lombardo promuovendo iniziative culturali, progetti di ricerca, formazione per i giovani e attività di beneficenza.


Le Gallerie d’Italia, i musei di Intesa Sanpaolo, sono nel cuore di Milano, Napoli, Torino e Vicenza. Collezioni e mostre sono ospitate in palazzi di pregio, databili tra il XVII e il XIX secolo e oggi restituiti alla collettività con restauri attenti e ambiziosi.

Venere, sdegnata, tolse ad Amore le sue armi, impedendogli di ferire con le sue frecce. Poi, con tono minaccioso, aggiunse: “Ti insegnerò io a disobbedire agli ordini di tua madre e a portare discredito alla mia reputazione! Non ti sarà più permesso di andare in giro a seminare l’amore tra gli uomini e gli dèi. Da ora in poi, resterai confinato qui, senza le tue armi, finché non imparerai la lezione.”

APULEIO, METAMORFOSI, Libro V, capitolo XXIII

Venere che benda Amore, Vecellio Tiziano, cm 116 x 184, olio su tela, 1560-1565 ca.

Conservato a Villa Borghese, Venere che benda Amore è un capolavoro della tarda produzione di Tiziano, realizzato intorno al 1560-1565, in cui l’artista reinterpreta con tono enigmatico un soggetto mitologico continua a leggere…

L’Opera

Conservato a Villa Borghese, Venere che benda Amore è un capolavoro della tarda produzione di Tiziano, realizzato intorno al 1560-1565, in cui l’artista reinterpreta con tono enigmatico un soggetto mitologico. La scena mostra Venere nell’atto di bendare uno dei due Cupidi, forse per permettergli di agire alla cieca, secondo una tradizione allegorica sull’amore passionale. Due giovani ancelle, identificate talvolta come ninfe o come personificazioni del piacere e della castità, assistono alla scena tenendo arco e frecce.

Fin dalle prime menzioni, la lettura del dipinto è stata incerta, oscillando tra la punizione del figlio, un’allegoria dell’amore coniugale o, più recentemente, un momento educativo. Le indagini radiografiche hanno rivelato cambiamenti significativi, come l’eliminazione di una terza figura femminile che lascia intravedere un progetto iniziale più complesso, forse ispirato a celebri descrizioni di pitture antiche. Sullo sfondo, un paesaggio al tramonto si apre tra le figure, in un equilibrio cromatico di rosa, azzurri e rossi che lega l’atmosfera rarefatta al sentimento sospeso della scena, tipico delle ultime e più visionarie “poesie” del maestro.

Progetto Scientifico

A cura di Giovanni Morale, vicedirettore Gallerie d’Italia di Milano

Dopo la mostra ad Oggiono su Marco d’Oggiono del 2023 e quella dell’anno scorso a Merate dove oltre 43.000 persone hanno contemplato il Narciso di Caravaggio, proveniente da Palazzo Barberini, quest’anno in un’altra città della Brianza, Carate, contempleremo il Principe dei pittori, Tiziano, in uno dei suoi capolavori della maturità proveniente dalla Galleria Borghese di Roma. Il dipinto fu probabilmente acquistato da Scipione borghese del 1608 e proveniva dalla collezione del cardinale di origine cremonese Paolo Emilio Sfondrati.

Complessa la titolazione del dipinto che stato oggetto nel corso di secoli di numerose interpretazioni. Dopo un attento esame di tutte le fonti critiche, il dipinto terrà per la mostra briantea la titolazione novecentesca. La dea Venere, infatti, compare sulla sinistra della tela cinta da una corona mentre sta bendando Cupido, dio dell’Amore, mentre un amorino è appoggiato sulla sua spalla e due ancelle portano un arco e una faretra. Il soggetto mitologico con trova molti altri precedenti nell’Arte e attesta anche l’originalità del Cadorino nell’esprimersi in soggetti profani. Il dipinto ci esorta anche a sondare i temi dell’Amore, che è davvero cieco e che non riesce ad essere governato dall’Uomo, nonostante tutti gli sforzi della ragione. L’aspetto più interessante della mostra è l’opera è stata realizzata durante l’ultimo periodo di vita del Vecellio, nel 1565, quando il pittore aveva quasi ottant’anni. La sua produzione ancora sarà copiosa, morendo oltre un decennio dopo, nel 1576, ma rappresenta una fase interessante della vita dell’autore e di Venezia. Ormai Tiziano lascia, infatti, la perfezione coloristica giovanile e la sua tavolozza si fa meno variegata in cui prevalgono i marroni, i rossi, i gialli, i bianchi. Abbandona il rigore del tratto per lasciare il posto a pennellate fluide ed immediate, quasi impressionistiche. L’opera anticipa, come struttura e resa, profeticamente il primo romanticismo e ci fa gustare pienamente quanto il genio di Pieve di Cadore sia riuscito a condizionare con il suo linguaggio non solo la sua epoca ma anche quelle future. Siamo in un periodo delicato per la Serenissima ormai non c’è più il grande fasto dell’inizio del ‘500; le ricchezze, i commerci e anche la politica si sono trasferiti a nord dove si gioca un’importante battaglia tra cattolici e protestanti nel nuovo assetto mondiale. Tiziano vede che lo sfiorire della sua amata Venezia e la struggente consapevolezza della vecchiaia pare addolcisca i colori di quest’opera, che traspira anche di una certa melanconia.

 

Dopo aver contemplato il Caravaggio di Merate aver deciso di portare quest’opera dalla Borghese è qualcosa di enormemente profondo ed unico. Contemplare Venere che benda Amore della Borghese non solo è un’occasione per contemplare uno dei più grandi geni dell’Arte, ma anche approfondire un periodo, un’epoca ed avvenimenti storici che hanno cambiato radicalmente il volto dell’Europa.

 

La mostra, anche quest’anno, verrà allestita dall’arch. Dario Curatolo, e presenterà a corredo dei visitatori le tappe fondamentali della lunghissima vita di Tiziano.

Luogo Espositivo

Villa Cusani Confalonieri di Carate Brianza è un elegante esempio di residenza nobiliare lombarda, situata in posizione panoramica sulla valle del Lambro. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando fu edificata come castello fortificato. Nel corso del XVII secolo, la nobile famiglia milanese dei Confalonieri trasformò l’antica struttura in una villa di delizia, mantenendo elementi dell’architettura originaria, come la torre nord-ovest, e aggiungendo un portico cinquecentesco con colonne doriche. La villa presenta una pianta a “U” con un corpo centrale allungato e due ali laterali asimmetriche. All’interno, si trovano ambienti con volte e solai a travatura lignea, mentre il piano interrato ospita ambienti voltati e una ghiacciaia circolare adiacente alla torre. Il parco circostante, esteso su circa 36.000 metri quadrati, comprende un giardino all’italiana con parterres di bossi, noto come “giardino del Labirinto”. All’interno del parco si trova anche l’Oratorio di Santa Maria Maddalena, edificio religioso del XV secolo non visitabile.

Attualmente, la villa è di proprietà del Comune di Carate Brianza e ospita la biblioteca civica. Il parco è aperto al pubblico, offrendo ai cittadini un luogo di storia e relax immerso nella natura.

Iniziativa promossa da


Fondazione Costruiamo il Futuro ETS


Intesa Sanpaolo


Gallerie d’Italia

In collaborazione con


Galleria Borghese


Carate Brianza

Main partner


Edison

Con il patrocinio di


Camera dei Deputati


Ministero della Cultura


Regione Lombardia


Provincia di Monza e Brianza


Fondazione Comunità Monza e Brianza


Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi


FAI Lombardia

Sponsor


Deloitte Private


WWP Media


Italo


Fondazione Comunità Monza e Brianza

Calfin


BrianzAcque


Fomas Group


Regina Chain


Assolombarda


Dussmann

Media Partner


StreetVox


Il Giornale dell’Arte


Sky Arte

Sponsor Tecnici


Cattaneo Paolo Grafiche


Eticont


Nolostand


Reggiani Lighting part of Nemo Group


Expotrans


DHS Event Solution


Peregolibri


G Action Group


Viridea

Attività didattiche


Civita Mostre e Musei

Un gesto per il futuro: la cura
Concorso scolastico

Edison e Fondazione Costruiamo il Futuro ETS lanciano il concorso Un gesto per il futuro: la cura rivolto a tutte le classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della Lombardia. Il dipinto di Tiziano sarà il punto di partenza per interrogarsi sul potere dell’amore e della cura: non solo tra gli individui, ma anche verso l’ambiente e la comunità in cui viviamo. L’opera diventa, così, uno stimolo per comprendere come i gesti d’amore influenzino ogni ambito della nostra esistenza: dalla natura alla tecnologia, dall’arte alla scienza, dalle relazioni umane alle trasformazioni sociali.

Il grande evento finale, con la premiazione delle classi vincitrici, si terrà nella seconda metà di marzo nella sede centrale di Edison a Milano. In palio 20.000 euro da utilizzare per l’attività didattica della propria scuola! Un’occasione per integrare le materie scolastiche con un approccio creativo e interdisciplinare, promuovendo la collaborazione tra compagni e insegnanti.

La partecipazione è gratuita!

Non perdere questa occasione unica: compila il modulo di registrazione e consulta il regolamento per tutti i dettagli.
Iscriviti ed invia l’elaborato entro il 9 marzo 2026.

MODULO DI REGISTRAZIONE


Partner didattico


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